Il mio nome è Balbir

16,00 

Autore: Marco Omizzolo, Balbir Singh
Editore: People
Collana: Storie
Anno edizione: 2024
Pagine: 144 p., Brossura
EAN: 9791259792228

A soli 80 chilometri da Roma, nell’Agro Pontino, Balbir ha lavorato in condizioni di schiavitù per una retribuzione che variava tra i 50 e 150 euro al mese. Per mangiare rubava il cibo che il padrone italiano, vicino a diversi clan mafiosi, gettava alle sue galline e maiali. Un inferno vissuto in un paese democratico che afferma di essere fondato sul lavoro. Balbir ha però deciso di non rassegnarsi e di ribellarsi, di lottare per la sua e la nostra libertà e dignità, rischiando la vita più volte. Un uomo “in rivolta”, come direbbe Camus, la cui lotta ed esempio sono il più grande antidoto contro ogni forma di razzismo, fascismo, violenza, sfruttamento e schiavismo. Lui è Balbir, un bracciante indiano, e questa è la sua storia.

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Descrizione

Marco Omizzolo, è un sociologo, ricercatore e scrittore italiano specializzato in migrazioni, sfruttamento lavorativo (caporalato) e criminalità organizzata, noto per la sua ricerca sul campo, che include l’infiltrazione tra i braccianti agricoli per denunciare la schiavitù moderna, spesso subendo minacce e vivendo sotto protezione. È presidente della cooperativa In Migrazione e Tempi Moderni, docente universitario (La Sapienza) e autore di libri come La quinta mafia (2016/2021), Sotto padrone. Uomini, donne e caporali nell’agromafia italiana (2019), Per motivi di giustizia (2022), Laboratorio criminale (2023).

Balbir Singh, bracciante indiano sikh della provincia di Latina, co-autore e protagonista della vicenda raccontata.

 

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Peso 0,5 kg
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