POMOVERO: IL PRODOTTO CHE NON CI APPARTIENE PIÙ!
Pomovero non ci appartiene più, non è più un nostro prodotto.
Abbiamo appreso questa notizia attraverso una mail scarna nel contenuto arrivata il 29 maggio u.s. ad ogni organizzazione della rete.
Al suo interno un allegato: una lettera su carta intestata “Semi di Vita – POMOVERO”, seguita dal marchietto “R” che ne definisce la registrazione legale.
Una registrazione unilaterale, avvenuta addirittura a settembre del 2022, in piena operatività comune, mai condivisa collegialmente né nei modi e né nei tempi, e che ci è stata comunicata solo a maggio.
Nella stessa lettera si afferma che, in quanto detentrice dei diritti esclusivi del logo “Pomovero”, la Cooperativa Sociale “Semi di Vita” ha il pieno controllo sull’uso e la commercializzazione del marchio e si riserva l’approvazione e il vaglio di qualsiasi decisione commerciale e logistica riguardante la vendita, sia per la produzione 2023 sia su rimanenze a marchio “Pomovero”.
Troviamo sconcertante e sconfortante questo tono perentorio ed intimidatorio!
POMOVERO ha raccontato in tutti questi anni una rete di produttori che, lavorando fianco a fianco, ha realizzato non solo una passata di pomodoro, ma anche un progetto e una visione: quella di un’agricoltura “solidale, sostenibile e libera dal caporalato”, facendo dell’inclusione socio-lavorativa e della costante ricerca della qualità a beneficio dei nostri sostenitori e dei territori il proprio obiettivo.
D’ora in poi quel nome e quel logo sono diventati un semplice marchio commerciale, di cui la Cooperativa Sociale “Semidi Vita” di Valenzano, in maniera bieca e senza alcuna trasparenza, ha pensato bene di appropriarsi, tagliando fuori tutte le altre organizzazioni che hanno fatto enormi sacrifici per dare credibilità a questo progetto.
Non è nostra abitudine riportare pubblicamente attacchi o critiche ad altre organizzazioni, soprattutto se queste ultimesi muovono all’interno dell’economia solidale e gestiscono addirittura beni confiscati alla mafia, che dovrebbero produrre ricchezza per la collettività, conservando nel proprio DNA la voglia di costruire reti e progetti capaci di offrire opportunità di lavoro a persone in situazione di fragilità.
Siamo tuttavia costretti a denunciare un comportamento che niente ha a che fare con quei principi e, soprattutto, a prendere le distanze da un marchio che non ci viene più permesso di rappresentare liberamente e che è stato tradito nella sua essenza.
Oggi POMOVERO diventa strumento di interessi evidentemente economici supportati probabilmente da progettualità altre, a noi oggi ancora ignote.
Riteniamo davvero pericoloso questo modo di agire all’interno di un movimento cooperativo che, soprattutto in una regione come la nostra, ha bisogno di creare ponti e legami e non divisioni.
Per quanto eventualmente necessario, sarà nostra cura tutelare le nostre organizzazioni e la loro storia nelle sedi opportune.
Da oggi proveremo insieme a trovare soluzione nuove, certi che un nome è solo un nome, se viene svuotato di tutto il suo significato.
Continueremo per la strada del “noi”, chiedendovi di continuare ad essere nostri compagni di viaggio
per costruire opportunità di riscatto collettivo.
Riaffermiamo la nostra volontà di continuare a dedicarci alla costruzione di una filiera etica del pomodoro con l’impegno e le motivazioni di sempre e, per quanto non pianificato, ad offrirvi a brevissimo un nuovo progetto che, oltre al pomodoro, continuerà ad avere anche la coscienza “vera”.
Coop. Soc. Pietra di Scarto a r.l. – Cerignola
Coop. Soc. UnSoloMondo – Bari
Masseria Didattica e Sociale “Terra d’Incontro” – Casamassima