3 Febbraio 1989: trentadue anni fa l’omicidio Manzulli

Il 3 febbraio 1989, trentadue anni fa, moriva in un tentativo di rapina presso il suo negozio di generi alimentari, Gioacchino Manzulli.

Alcuni malviventi entrarono nel negozio travestiti da clown e in una colluttazione esplosero dei colpi di pistola uccidendo l’uomo sotto gli occhi di tre ragazzini che erano lì a fare acquisti.

La crudeltà e l’arroganza di quell’episodio, troppo poco ricordato, scossero l’opinione pubblica del tempo, così come sarebbe successo due anni più tardi per l’omicidio di un altro commerciante, Michele Cianci.

Questi due episodi, seppur con connotazioni differenti, raccontano di una città al tempo completamente nelle mani delle organizzazioni criminali, capaci di inficiare e distrarre la democrazia e la libertà di tutti.

La storia recente di Cerignola ci dice che quanto successo allora non è semplice retaggio di un passato lontano, ma evidenzia una presenza costante delle mafie nella nostra città, capaci di cambiare pelle nel tempo, senza mai perdere di vista l’obiettivo principale: il controllo del territorio attraverso il controllo dell’economia e, soprattutto, della cosa pubblica.

Il ricordo di Gioacchino, così come quello di Michele, devono rappresentare oggi una promessa di impegno costante e quotidiano nella lotta alle mafie e alla sub-cultura che sono capaci di generare.

Ed è una lotta da cui nessuno può sentirsi escluso.

Abbracciamo la famiglia di Gioacchino, con la certezza di un impegno mai domo, lavorando ogni giorno per la giustizia sociale e per la libertà di questa città.