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31 Marzo 2021: un vino per celebrare il ricordo di Francesco Marcone

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Sono passati ventisei anni dall’omicidio di Francesco Marcone, ucciso dalla “Società Foggiana” il 31 Marzo del 1995.

Come lo scorso anno, anche questo ci vedrà distanziati per le cause che non staremo qui a ripetere. 

Non potremo ritrovarci insieme, fianco a fianco con Paolo, con Daniela e con tutti coloro che-  in questi dieci anni di attività del Laboratorio di Legalità “Francesco Marcone”  – sono diventati famiglia.

Eppure tante cose sono successe e tante ne accadranno a breve, proprio su quel bene confiscato a Rosario Giordano, affiliato del clan Piarulli-Ferraro , dove dal 2010 si racconta una nuova storia: fatta di riscatto, ribellione, gioia di vita e inclusione sociale.

Molte cose sono accadute e tante ne accadranno ancora da quando un gruppo di volontari, insieme ai soci della Cooperativa, sceglieva la figura del Direttore dell’Ufficio del Registro di Foggia, che a Cerignola aveva lavorato per tanti anni, per “dare il nome” ad un luogo che tornava ad essere patrimonio della comunità.

La fatica e il sacrificio, il sudore e lo sconforto, i sorrisi e gli abbracci hanno nutrito ogni centimetro quadrato di un bene confiscato che ha saputo diventare ad un tempo simbolo e concreto sperare per la vita di persone fragili, escluse e pian piano liberate.

All’ombra di un murales che di Franco raccontava il volto, ci siamo scambiati i sogni, le utopie, le speranze: a volte sussurrandole, a proteggerle. Altre volte urlandole in faccia alla disillusione di una terra che fa fatica a cambiare, che sembra schiacciarti, avendo però sempre chiaro ciò che Marcone aveva cooptato da Calamandrei: “Lo Stato siamo noi!”.

In questi ultimi tre anni è successo davvero di tutto, e molto di quanto accaduto ci ha detto che il lavoro e la coerenza pagano.

Ora siamo pronti ad affrontare quella realtà che abbiamo sognato, dieci anni fa, come ancora non era: un nuovo laboratorio di trasformazione del pomodoro, la sfida di una filiera rispettosa dei diritti dei produttori e dei lavoratori.

E tutto sempre tenendo dritta la barra della Memoria.

Caro Franco ti avevamo fatto una promessa e la stiamo mantenendo: essere quello Stato capace di accogliere e integrare, utilizzando la leva più potente: il lavoro!

In questo 26° anniversario dalla tua scomparsa abbiamo voluto dedicarti un vino,  il primo che produciamo, dandogli il tuo nome. Anzi, il tuo nome per gli amici: Franco.

Abbiamo usato un vitigno che abbiamo coltivato con pazienza e che a te sarebbe certamente piaciuto: quel “Nero di Troia” che dice la nostra terra, nella sua durezza e nella sua capacità di sorprendere.

A cui si è aggiunta la generosità di un giovane artista, Lorenzo Tomacelli, che ti ha disegnato mentre assapori quel vino, poggiato alla vite.

 Allora oggi vogliamo brindare a te, Francesco Marcone, che la mafia ha voluto uccidere, convinta di cancellarti, senza poter immaginare quello che il tuo esempio avrebbe generato.

Salute!

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